venerdì, gennaio 26, 2007

all you have to do is dream.



e stasera lo vado a rivedere per la terza volta.
del resto chi se ne frega.

venerdì, gennaio 19, 2007

noi ti salveremo.



barbora lo so, tu hai bisogno di noi.
hai cominciato nel peggiore dei modi, con film che ci hanno fatto rabbrividire, quali la regina degli scacchi (se non ricordo male in questo eri doppiata) e ovunque sei.
ma poi...
c'è stata la spettatrice.
c'è stato cuore sacro.
c'è stato tartarughe sul dorso.
c'è stato anche libero va bene.
quattro film in cui ci hai stupito per quanto sei brava, e noi ti abbiamo adottata e amata.
e ora non si sa come sei finita in manuale d'amore 2. ok, non l'ho visto e non posso esprimermi. immagino tu sia brava lo stesso, anche in veste comica, e se mai vedrò il film sarà solo per te.
epperò.
vederti da quell'uomo viscido di vespa, in quella trasmissione-abominio, è avvilente.
so che ti tocca la promozione, ma potevi giocarti la scusa del tuo pancione bellissimo.
ma non ti preoccupare, noi troveremo un modo e ti salveremo. perché non ti possiamo lasciar sprecare così.

giovedì, gennaio 18, 2007

spot.



questa sera su raisat alle 23.00 c'è palindromes di todd solondz.
ora, todd solondz è uno dei registi che più amo e ho tentato con più professori di farmi assegnare una tesi su di lui, ma nessuno ha voluto. (tra parentesi, ancora non ho un argomento per la tesi perché ancora non ho un professore che voglia assegnarmela e dopo vari tentativi ho desistito rassegnato. prima o poi dovrò ricominciare a pensarci. comunque, vi odio profondamente.)
non so se avete mai visto uno dei suoi film (in particolare il suo capolavoro, happiness, che ha uno dei finali più brillanti della storia del cinema) ma forse sarebbe ora di cominciare o di riscoprire un autore che descrive squisitamente, anche se a tinte forti e senza nessuna indulgenza, quello che può essere considerato l'incubo americano (vs sogno americano sciatto e retorico magnificato dal muccino in trasferta hollywoodiana).
palindromes, ancora inedito in italia, gioca in modo geniale col cinema e affonda nella carne, proseguendo quel discorso scomodo sul lato oscuro dell'america che solondz è così bravo a mettere per immagini.
se avete il satellite guardatelo. se non l'avete recuperatelo in rete.

mercoledì, gennaio 17, 2007

semplicemente fantastico.


sacha baron cohen, miglior attore comico dell'anno per i golden globe.
null'altro da aggiungere.

lunedì, gennaio 15, 2007

the illusionist.


(neil burger, 2005, repubblica ceca/usa)

entrare in questo film è come tornare alla lanterna magica. la sua (incredibile) fotografia, la ricostruzione d'epoca, il tono lieve ed incantatore hanno un fascino tutto particolare, molto più forte del cugino the prestige, ennesimo film strombazzatissimo da tutti i cineblogger. ma, a differenza del film di nolan, the illusionist ha una trama terribilmente scontata, colpo di scena finale compreso, che fa spreco dell'atmosfera magica che il reparto tecnico riesce così abilmente a creare nonostante il risicatissimo budget. una storia di bambini innamorati separati dalle differenze di classe, che si ritrovano da adulti, aiutati dai soliti scherzi del destino, per una nuova chance d'amore grazie all'aiuto della magia. è un piacere sedersi nel teatro dell'illusionista eisenheim e tornare piccoli guardando i suoi trucchetti, ma quando si scende dal palco e la vita si accende dietro le quinte si torna alla banalità, lasciando che questa favola senza passione scorra via senza incidere, arrivando esattamente dove, sin dall'inizio, ci si immagina possa arrivare.

venerdì, gennaio 12, 2007

l'arte del sogno.


(michel gondry, francia, 2006)

ok, caro gondry, i tuoi videoclip sono bellissimi e li amiamo tutti. anzi, sei il genio del videoclip, e su questo non ci piove. ok, ti perdono un esordio nel mondo del cinema con un film inequivocabilmente orribile (human nature), ma quella è stata più colpa di charlie kaufman che tua. ok, il tuo secondo film (eternal sunshine ecc) ha fatto impazzire un po' tutti, tranne me, anche se l'ho rivisto più volte per farmelo piacere. ma tutte le volte finivo col pensare le stesse cose. all'inizio: ah però, che bello. poi: dai, carino. poi: e quindi? poi: yawn. infine: ...
e ora decidi che è il caso di appendere al chiodo la penna di kaufman e di lanciarti in prima persona nella stesura dello script del tuo nuovo film, l'arte del sogno. e cosa ne esce fuori? un enorme videoclip con tutti quegli oggettini e quegli inserti surreali che piacciono tanto a te, con quell'animazione strafiga che ti fa chiedere in ogni momento: ehi, ma dov'è nascosta bjork? deve pur esserci da qualche parte. insomma, la storia, depurata da tutti i viaggi sognanti (splendidi, per carità) sarebbe pure carina, nonostante non sia poi così originale: un genietto incompreso che si sente inadeguato e pur essendo a pochi passi dall'amore non riesce a scavalcare i dubbi e a tuffarcisi dentro, rimanendo incastrato dentro i propri sogni. e in alcuni passaggi vengo totalmente rapito e mi ritrovo ancora a pensare: che bello! eppure, anche stavolta, non esco dal cinema convinto del tutto e mi ritrovo con gli occhi sazi e lo stomaco vuoto. perché nel tuo film non c'è un briciolo di emozione, ma forse è anche giusto che sia così. perché in un'epoca come la nostra non è più dato emozionarci, non è scontato vivere i sentimenti, proprio come il protagonista stephane, che non sa vivere quello che di bello gli capita, perché tormentato da incubi e sogni irraggiungibili. magari però alla seconda visione mi innamorerò di questo tuo film, che è troppo simile a me perché mi possa piacere fino in fondo.

lunedì, gennaio 08, 2007

hard candy.


(david slade, usa, 2005)

a parte la meravigliosa locandina (sinceramente, è una delle più belle che mi sia mai capitato di vedere) hard candy è un thriller che convince per come riesce a far saltare continuamente i punti di riferimento e a creare una tensione solidissima con due soli personaggi e una casa (che è quella di un fotografo e ha quindi un fascino tutto particolare). e una serie di implicazioni morali che rimettono sempre tutto in discussione. vittima e carnefice invertono in questo film i propri ruoli e disorientano lo spettatore che non ha modo di patteggiare per l'una o per l'altro. la trovata della ragazzina che tortura il presunto pedofilo è azzecata, sembra quasi un manifesto di condanna e di vendetta che segna la rivincita dei bambini che hanno subito degli abusi. eppure fino alla fine non si avranno mai certezze, non si saprà mai quanto di quello che viene detto corrisponde a verità, quali siano le colpe reali di ognuno dei due protagonisti, quali crudeltà siano giustificabili e quali no. c'è solo una ragazzina che armata di bisturi è determinata a tagliar via le palle di un uomo che sembra vada in giro per la rete ad abbordare adolescenti. le prove, se ci sono, sono nascoste in una cassaforte o nelle profondità dell'animo, subito dietro la vergogna. un'opera prima decisamente riuscita, che riesce a farsi perdonare qualche incongruenza di troppo grazie anche solo a un gusto sopraffino per i colori e per le luci che fanno tornare alla mente il grande bergman.

giovedì, dicembre 21, 2006

l'immagine

il concerto dell'anno



george michael, 5 ottobre 2006, forum di assago (milano)

le 45 canzoni del 2006



1. justin bond & the hungry march band - in the end
2. vinicio capossela - ovunque proteggi
3. scott matthew - language
4. justin timberlake feat. t.i. - my love
5. regina spektor - fidelity
6. damien rice - accidental babies
7. morrissey - you have killed me
8. christina aguilera - hurt
9. james dean bradfield - bad boys and painkillers
10. irene - stardust

11. brett dennen - because you are a woman
12. lemar - it's not that easy
13. strokes - you only live once
14. the upper room - all over this town
15. veils - advice for young mothers to be
16. infadels - reality tv
17. hope of the states - sing it out
18. forward russia - nine
19. the feeling - fill my little world
20. xiu xiu - boy soprano

21. guillemots - made up love song #43
22. pacifico - dal giardino tropicale
23. sasha - goodbye
24. the dears - ticket to immorality
25. beirut - postcards from italy
26. gnarls barkley - crazy
27. the rapture - get myself into it
28. the rifles - local boy
29. the killers - read my mind
30. mystery jets - the boy who ran away

31. non voglio che clara - un nome da signora
32. the pipettes - pull shapes
33. the high dials - the holy ground
34. giardini di mirò - broken by
35. the spinto band - oh mandy
36. i'm from barcelona - oversleeping
37. christian falk feat. robyn & ol - dream on
38. duels - brothers & sisters
39. the sleepy jackson - dream on
40. the boyfriends - adult acne

41. captain - frontline
42. china room - my friend the manic
43. the automatic - raoul
44. goldstoned - don't look down
45. jet - bring it on back

mercoledì, dicembre 20, 2006

un libro



e questo libro non è del 2006, ma in italia è stato pubblicato solo quest'anno e io non lo sapevo neppure. me lo hanno regalato al mio compleanno e ci sono rimasto, perché amo hubert selby jr (quello di requiem for a dream, ultima fermata a brooklyn, il canto della neve silenziosa) e non immaginavo fosse appena stato pubblicato anche qui da noi.
il salice mi ha fatto star male. l'ho letto soprattutto in metro e ad ogni pagina mi sentivo strappare il cuore. mi veniva voglia di vomitare e mi aggrappavo alle sue pagine per non cadere. chi ha letto selby non si stupirà di questa cosa, perché tutti i suoi libri sono fucilate nello stomaco. ma questo libro è stato particolarmente difficile da leggere, forse perché non avevo visto nessun film e non conoscevo la sua storia. e la storia è quella di due ragazzini, una portoricana, l'altro di colore, che vedono il loro amore, e con esso la vita, uccise un giorno per strada, senza motivo. seguono pagine di straziante bellezza, un'infinita caduta nel dolore più profondo, in quello stile intenso e inconfondibile di hubert selby jr.
masochista come sono, mi piace quando mi fanno male.
e quest'anno l'inchiostro di tutti gli altri libri che ho letto è sbiadito al confronto de il salice.
che peccato che hubert selby jr sia morto.

i 20 dischi del 2006

è tempo di classifiche e qui ci piace giocare.

devo ammettere che non è stato un grande anno dal punto di vista musicale.
avrei fatto volentieri a meno dei soliti muse, di thom yorke, dei razorlight, dei già bruciati killers, delle yeah yeah yeahs, della voce detestabile di joanna newsom (ma poi dico, c'è davvero qualcuno che riesce ad ascoltarla con piacere?) e delle altre indie-cantantesse-fighette con la stessa vocina da denuncia. maledette!

non mi è piaciuto (purtroppo) per niente il disco dei flaming lips. tristezza.

e quest'anno abbiamo pianto la perdita (lo scioglimento) di due bei gruppi, uno che ci piaceva davvero tantissimo (i grandaddy) e uno che ci piaceva abbastanza (gli hope of the states).

comunque qualcosa di buono si trova sempre.
e quindi.


1. v.a. - shortbus ost
le cose più belle ascoltate quest'anno vengono da un tale, scott matthew, che non ha ancora pubblicato alcun album, ma che ha destato grande meraviglia con dei pezzi da pelle d'oca contenuti nella colonna sonora di shortbus.


2. infadels - we are not the infadels


3. justin timberlake - futuresex/lovesound


4. the strokes - first impressions of earth


5. damien rice - 9


6. irene - apple bay


7. the boyfriends - the boyfriends


8. morrissey - ringleader of the tormentors


9. i'm from barcelona - let me introduce my friends


10. grandaddy - just like the fambly cat


11. regina spektor - begin to hope


12. xiu xiu - the air force


13. non voglio che clara - non voglio che clara


14. band of horses - everything all the time


15. forward russia - give me a wall


16. hope of the states - left


18. albert hammond jr - yours to keep


19. my latest novel - wolves


20. a balladeer - panama

lunedì, dicembre 18, 2006

#1 - shortbus


(john cameron mitchell, usa, 2006)

per me è ormai diventato difficile parlare di shortbus. vorrei dire qualcosa per ogni sorriso e ogni lacrima trattenuta guardandolo. mi basterebbe anche solo fornire un'idea di quanto sia stato liberatorio entrarci dentro. ma non so più farlo, perché ad esso lego ricordi che mi travolgono e mi ammantano di calda emozione che vanno oltre il film. potrei raccontare di un pomeriggio, una sera, una notte che mi hanno segnato, perché coperto da una pioggia di piume bianchissime. ma è qualcosa di così incredibile che nessuno ci crederebbe. anch'io stento ancora a credere che sia successo. e in fondo non è qualcosa che m'importa condividere. è tutto dentro di me. e shortbus è il film più bello visto quest'anno.

domenica, dicembre 17, 2006

#2 - the new world


(terrence malick, usa, 2005)

un film che va oltre il cinema. si fa pensiero e immagini. il nuovo mondo di malick è una selva di inesplorata meraviglia che rapisce e incanta. l'intimità viene mostrata come un soffio di vento tra la bellezza vergine del mondo e ciò che è mostrato muta in intime sensazioni che si fanno strada nel corpo per costruire una tana. non sono riuscito a vederlo al cinema. quando ci ho provato è venuto giù il diluvio, inzuppando i titoli di testa. mi vergogno e mi maledico. eppure sono ormai mesi che penso a questo film quasi ogni giorno.

sabato, dicembre 16, 2006

#3 - grido


(pippo delbono, italia, 2006)

il più bel film italiano dell'anno non l'ha visto praticamente nessuno. io sono felice di aver avuto la fortuna di scoprire, amare e custodire questa perla. grido è quell'opera dolente ed incredibilmente emozionante che non ti aspetteresti mai di questi tempi, perché è difficile trovare una tale sincerità nel cinema di oggi. delbono sale sul palco, si apre il petto e ci regala il suo cuore. dentro ci sono ricordi, gesti e atti di grande amore. guardare questo film è un'esperienza che riscalda. l'unica cosa che chiedo ora è poterlo rivedere. spero me ne sia data l'occasione.

venerdì, dicembre 15, 2006

#4 - c.r.a.z.y.


(jean-marc vallée, canada, 2005)

è una delle più belle e intense storie d'amore tra padre e figlio che mi sia mai capitato di vedere al cinema. mai scontato, pieno di grande musica (la life on mars di david bowie è un tuffo al cuore), pennellato da una regia che sorprende continuamente, anche quando si lascia andare a brevi capatine nel kitsch. il regalo perfetto per natale a chi si vuol davvero bene.

#5 - nuovomondo


(emanuele crialese, italia, 2006)

per quella poesia che salvatore mette inconsapevolmente in ogni cosa che dice e che fa. mi riporta alla mente il postino troisi ed è abbastanza per farmelo amare senza fermarmi troppo a pensarci. perché è un film che racconta con grande intelligenza l'italia e l'america quasi senza mostrarle. perché il cinema italiano quando lascia da parte isterismi e banalità gratuite sa ancora dare tantissimo.

giovedì, dicembre 14, 2006

#6 - moolaadé


(sembene ousmane, senegal/francia, 2004)

#7 - il diamante bianco


(werner herzog, uk/germania, 2004)

#8 - i figli degli uomini


(alfonso cuaron, uk/usa, 2006)

#9 - inside man


(spike lee, usa, 2006)

martedì, dicembre 12, 2006

#10 - wallace & gromit - la maledizione del coniglio mannaro


(steve box & nick park, usa, 2005)